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Le oscure materie del narrare  Intervista a Philip Pullman

L’esplorazione del Tibet Occidentale (1933)  Raccontata da Giuseppe Tucci

Vita di colorist  Intervista a Kathleen Flynn-Hui

Lo scrittore horror che ama l’avventura  Incontro con Koji Suzuki

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Dieci anni da Professionista  Intervista a Stephen Gunn

La solitudine: un’educazione e un mistero  Intervista a Vincenzo Gambardella

Il Generale dei picciotti  Raccontato da Matteo Collura

Un'editoria tra due culture  Ricordo di Mario Monti, editore

Kira, undici anni: scomparsa  Incontro con Martina Cole

Tornare a essere padri  Intervista a Carlo Grande

Un amore da sogno  Intervista a Marc Levy

Il romanziere come falsario  Intervista a Martín Caparrós

Il pensiero che uccide  Incontro con Wolfram Fleischhauer

Terrore livido su un’isola remota  Intervista a Sabina Colloredo

Scrivere aiuta a guarire  Incontro con Consolata Chiantelassa

La musica della natura  Intervista a David Rothenberg

Gloria e terrore dagli anni Settanta  Intervista a Bruno Arpaia

La sorella di Rimbaud  Intervista a Philippe Besson

Un amore proibito a Damasco  Incontro con Rafik Schami

Separazioni dolorose  Incontro con Karin Alvtegen

Attesa nel braccio della morte  Intervista a Marco Bardazzi

Accuse infamanti per Rebus  Intervista a Ian Rankin

Il colmo dello chic  Racconto per Capodanno di Mario Biondi

Nannerl, sorella di Amadeus  Intervista a Rita Charbonnier


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fetjaine.jpg Uno storico sui sentieri del fantasy
Incontro con Jean-Louis Fetjaine
autore di Il passo di Merlino
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

Già autore di una trilogia degli Elfi e storico del medioevo, Jean-Louis Fetjain indaga, attraverso la chiave immaginifica del fantasy, le origini storiche di Merlino, ritenuto figlio del Diavolo, figura misteriosa, spesso travisata dalla vulgata dominante, e a cui l'autore restituisce verità e nuova linfa. In Il passo di Merlino Fetjaine mescola con sapienza la magia della leggenda e la ricostruzione storica, rievocando il contesto celtico con straordinaria efficacia e ricchezza di dettagli. Ecco quello che dice l'autore della sua opera, romanzo epico e racconto tragico insieme, intelligente e appassionante miscela di narrazione iniziatica, fantasy classico e romanzo storico.


D. Ci racconta come è nato Il passo di Merlino?

R. È il ciclo degli Elfi che mi ha fatto scoprire l'universo della mitologia celtica, e dunque della storia celtica, in cui si muoveva un personaggio chiamato Merlino. Trovo molto affascinante che Merlino sia divenuto il Mago. Ho deciso di approfondire questo personaggio e come era riuscito a diventare una vera e propria leggenda.

D. Qual è il rapporto fra la sua formazione come storico e la sua attività di narratore?

R. Ho studiato storia medievale alla Sorbona. Da qui viene la mia passione per quel periodo. Soprattutto la storia dell'alto medioevo è una sorgente d'ispirazione straordinaria perché è piena di vuoti, che bisogna riempire con un esercizio intellettuale formidabile. Trovo che il fatto di immaginare queste grandi epopee attraverso la lettura di racconti sia una forma d'evasione molto piacevole.

D. Quindi il suo romanzo è basato su una ricerca storica approfondita?

R. Ho passato anni a leggere centinaia di documenti. Tutto quello che racconto è autentico, compreso Merlino. Si può affermare che sia esistito intorno al Cinquecento. Sono venuto in possesso di alcuni poemi che lui ha scritto, documenti che risalgono IX secolo, più di trecento anni prima che Chrétien de Troyes scrivesse la leggenda arturiana.

D. Qual è la relazione fra il dato storico e l'immaginario nel suo libro?

R. L'immaginario è ciò che avviene dopo che la storia ha fornito i fatti. La storia forma il canovaccio e l'immaginario crea il resto.

D. Da questo incontro nasce la leggenda?

R. La leggenda è la storia rivisitata dall'immaginario e ciò avviene sin dai tempi remoti. C'è un fatto, una battaglia, l'uccisione di un re, e da questi fatti si produce in seguito l'immaginario dei narratori e la battaglia diventa la più straordinaria e i re figure mitiche: ecco come nasce la leggenda.

D. Oggi si assiste a una rinascita del fantasy...

R. Il fantasy è il genere della fantasia e del meraviglioso. Si tratta di un genere molto anglosassone, ma che tende fortemente a svilupparsi e a diffondersi, basti pensare a casi di successi mondiali come Il signore degli anelli o Harry Potter.

D. Il suo libro è anche la riscoperta di una civiltà, quella celtica, spesso dimenticata, governata da regole particolari, ad esempio nella gestione del potere...

R. Al tempo dei Celti il potere apparteneva alle donne. Il Re era il braccio armato della Regina. Il Cristianesimo ha invertito le cose. Se oggi il potere è maschio, bisogna sapere che questo rapporto era inverso ai tempi dei Celti.

D. I Celti avevano anche un differente senso del sacro?

R. Le popolazione dell'epoca vivevano perennemente nel sacro, con una coscienza del sacro straordinaria e molto pervasiva. La dimensione del sacro non apparteneva solo ai luoghi di culto, relegata nello spazio della chiesa. In questo senso, abbiamo assistito a una sorta di semplificazione di questa dimensione, l'impoverimento di una complessità affascinante.

D. Il mondo che descrive nel suo libro è però anche attraversato dalla violenza e dalla morte, come dati che appartengono alla quotidianità di un'epoca...

R. Certamente la violenza aveva allora una grande importanza e diffusione, ma indubbiamente produceva meno vittime delle carneficine della contemporaneità. Se la violenza era più presente nella vita quotidiana perché si moriva più facilmente e le battaglie erano scontri corpo a corpo, rimane il fatto che il numero delle vittime era infinitamente inferiore a quello delle guerre odierne. A quel tempo la morte era dappertutto ed era perciò banalizzata, faceva parte dell'esperienza quotidiana. Allora la gente aveva molto meno paura della morte che al giorno d'oggi. C'era anche un grande spirito di sacrificio, oggi inimmaginabile.

D. Ci sono degli eroi nel Passo di Merlino?

R. Nel romanzo nessuno è tutto bianco o tutto nero. Non ci sono eroi veri e propri. Merlino non è un eroe. Le persone nel mio libro non sono né buone né cattive, hanno paura, ma sono capaci, se trascinate, di azioni eroiche. Ognuno è mosso da motivazioni contraddittorie, come del resto avviene nella vita reale.

D. Dunque chi è Merlino?

R. Il segreto di Merlino si riferisce alla sua nascita ed è un po' il fil rouge che attraversa tutto il libro. Colui che credeva essere suo padre non lo è, ma allora chi è il suo vero padre? Merlino è un bastardo. Da dove viene? Il tema di fondo del libro è quello dell'identità, un romanzo sull'essere diversi. Merlino affascina e fa paura, seduce e disgusta, incarnando un forte dualismo.

luglio 2005