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Vita di colorist  Intervista a Kathleen Flynn-Hui

Lo scrittore horror che ama l’avventura  Incontro con Koji Suzuki

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Il Generale dei picciotti  Raccontato da Matteo Collura

Un'editoria tra due culture  Ricordo di Mario Monti, editore

Kira, undici anni: scomparsa  Incontro con Martina Cole

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Il romanziere come falsario  Intervista a Martín Caparrós

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Terrore livido su un’isola remota  Intervista a Sabina Colloredo

Scrivere aiuta a guarire  Incontro con Consolata Chiantelassa

La musica della natura  Intervista a David Rothenberg

Gloria e terrore dagli anni Settanta  Intervista a Bruno Arpaia

La sorella di Rimbaud  Intervista a Philippe Besson

Un amore proibito a Damasco  Incontro con Rafik Schami

Separazioni dolorose  Incontro con Karin Alvtegen

Attesa nel braccio della morte  Intervista a Marco Bardazzi

Accuse infamanti per Rebus  Intervista a Ian Rankin

Il colmo dello chic  Racconto per Capodanno di Mario Biondi

Nannerl, sorella di Amadeus  Intervista a Rita Charbonnier

L’amore in sé  Come lo racconta Marco Santagata


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ascione.jpg Goliardia ai tempi di Internet
Intervista a Ciro Ascione
autore di Troll. Come ho inguaiato Internet
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

Con Troll di Ciro Ascione entriamo nel mondo di Internet, uno strumento che ormai tutti usiamo, ma che forse non tutti conosciamo a fondo. Scopriamo così che nella Rete c'è anche chi si diverte semplicemente a infastidire gli altri utenti, a creare caos e suscitare reazioni indignate. Ciro Ascione ci istruisce su come diventare un buon disturbatore, come prepararsi, presentarsi e sferrare l'attacco; nello stesso tempo, ci offre mille esempi di prese in giro che ha messo in atto e che sono anche diventate famose nelle comunità virtuali. Troll esce nella collana ”neon!“ diretta da Aldo Nove e ci offre uno sguardo divertito su uno spaccato della nostra realtà contemporanea. Parliamone con l'autore.


D. Chi è esattamente un troll?

R. Il troll è il disturbatore di una comunità virtuale. Non ha niente a che vedere con gli hacker, non spedisce virus e non viola i computer altrui. Semplicemente, sfascia le dinamiche di un gruppo di discussione, e si diverte alle reazioni spropositate dei suoi partecipanti.

D. Qual è il suo scopo?

R. In generale, lo scopo del troll è il puro divertimento. Le vittime dei troll ti diranno invece che i troll vogliono di attirare l'attenzione, allo stesso modo dei bambini disturbati. Nel mio caso, c'era l'intenzione di fare soldi pubblicando un libro su un passatempo irrilevante come il trolling.

D. Irrilevante?

R. Certo. Spero di ricevere una quantità massiccia di stroncature. Un troll non cerca il consenso a tutti i costi.

D. Tutto qui?

R. Sì, tutto qui. Non ho intenzione di parlare dell'inattendibilità dell'informazione in Rete, delle tecniche di censura che i provider esercitano sui propri abbonati, del perbenismo insopportabile di molte comunità virtuali. Né del fatto che tipi come Borghezio e Calderoli dicono seriamente cose che neppure il più geniale dei troll riuscirebbe a inventare. Non voglio mica spiegare tutto.

D. Da quanto tempo fa il troll?

R. Più o meno dal 1998, non appena ebbi la mia prima connessione a Internet, con un modem a 28k. La prima ”trollata“ ben riuscita arrivò l'anno successivo. Mi inventai una falsa associazione cattolica, l'Associazione Borromeo, che individuava sottintesi sessuali nei videogame più innocenti. In pochi giorni l'Associazione ricevette circa tremila e-mail di insulti da parte dei videogiocatori. Ma i suoi messaggi divennero anche un cult per chi ne aveva individuato la natura parodistica.

D. Ma esattamente di che cosa parla il libro?

R. Quando ho iniziato a scriverlo, volevo che fosse una sorta di manuale di maleducazione creativa in Rete. Poi ho iniziato ad arricchirlo di esempi. Quindi da un lato è un antigalateo informatico, dall'altro una raccolta dei miei falsi più riusciti.

D. Può farci qualche altro esempio?

R. Mi vengono in mente le finte prove di maturità che ho fatto circolare quest'anno su Emule e su alcuni blog. Avevo preparato un falso pascoliano, dal titolo ”La somarella di Giovannino“, zeppo di doppi sensi. A una lettura attenta si capiva che Giovanni Pascoli stava stuprando una somarella. Ci è cascato persino un giornalista di ”Repubblica“, che dava per probabile l'uscita della ”Somarella“ agli esami.

D. Troll, flammer, fake: Internet è molto più complesso di quanto molti di noi immaginano. Il suo libro non solo insegna a diventare un buon disturbatore, ma mette anche in guardia chi non immagina certi meccanismi.

R. Più che mettere in guardia, invita i navigatori a non prendersi troppo sul serio. Il problema del galateo in Rete è che le sue regole sono state scritte da ingegneri informatici con il senso dell'umorismo di un carciofo. Quando Internet era un fenomeno di nicchia, la cosa poteva anche andare bene. Oggi invece no.

D. Ma stabilire alcune regole è fondamentale per gestire uno strumento come Internet, non crede?

R. Qui non si tratta di gestire Internet, ma di sovvertire alcune regole della comunicazione, soprattutto quando queste regole sono ridicole. L'uso degli smile, delle faccine sorridenti, per esempio, serve a evidenziare un'affermazione ironica. A spiegare le ironie. È come raccontare una barzelletta dandone prima la spiegazione.

D. Non teme di essersi esposto troppo con questo libro? Non pensa che adesso molti navigatori riconosceranno la sua firma anche dietro ai vari pseudonimi che usa?

R. Ho sempre rivendicato gli scherzi che ho fatto, sono troppo narcisista per restare nell'ombra. Temo però una fatwa da parte degli appassionati di Star Trek. Sono gente pericolosa. Se vengono nel nostro paese, devono adattarsi alle nostre tradizioni, non pretendere di girare per le scuole con il cappellino da klingoniani.

D. Gli appassionati di Star Trek sono in effetti uno dei suoi bersagli preferiti. Perché?

R. Non lo so, mi viene naturale. Forse il motivo principale è che i trekker incarnano alla perfezione lo stereotipo del nerd che si attacca a un telefilm di fantascienza come se fosse la verità rivelata. O forse perché io sono un appassionato di Star Wars...

D. Le è mai capitato di diventare vittima di un troll?

R. C'è stato un periodo in cui ho disseminato tanti di quei falsi in giro per la Rete, da dimenticarmi di alcuni di questi. Un giorno ho letto un messaggio e mi sono arrabbiato tantissimo. Poi mi sono accorto che l'avevo scritto io.

D. Dimostrazione che è difficile non prendersi sul serio...

R. Sì, ma poi ti passa subito.

20 ottobre 2006