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Una guida d'eccezione alla Grande Mela. Così si può leggere I segreti di New York, il nuovo libro di Corrado Augias edito da Mondadori. Un volume che raccoglie in quindici storie vite, amori e drammi di personaggi che hanno popolato la città e contribuito a farne uno dei più grandi miti della modernità. Da Jean-Michel Basquiat a Arthur Miller, da Marilyn Monroe a una signora maestosa e grassoccia che si chiama Statua della Libertà. Una città vista in tanti film, raccontata in memorabili romanzi. Eppure ancora ricca di storie da riscoprire.
Corrado Augias, il suo libro si apre con una domanda: cos'altro si potrà mai dire di New York?
"Tutto quello che solo raramente è stato detto: ossia, spiegare come New York è arrivata a essere ciò che è, restituendole il suo passato, ricostruendole con pazienza lo spessore che, nella sua ansia di rincorrere il futuro, ha continuamente cancellato. Si possono raccontare le storie di uomini e donne che hanno costruito la città come la si vede oggi."
Si può dire insomma che lei sia andato alla ricerca della memoria di New York e di quelli che in una capitale europea sarebbero celebrati come "monumenti"?
"In Europa abbiamo il culto dei Centri storici. Negli Stati Uniti, non solo a New York, ma anche a San Francisco e Chicago, ciò non è successo: le grandi città americane sono continuamente rigenerate, risorgono dalle proprie ceneri. Faccio un esempio tratto dal mio libro. Proprio in questi giorni hanno abbattuto una casa ottocentesca in cui abitò Edgar Allan Poe, che vi scrisse il poema Il Corvo, una delle sue opere migliori. A ben poco è servita la campagna di opposizione condotta da Woody Allen. In Europa ne avrebbero fatto un luogo di culto..."
Finita l'età dell'oro degli anni Ottanta, periodo della massima espansione economica degli Stati Uniti, la Grande Mela si sente ancora il centro del mondo?
"I newyorkesi hanno un concetto di sé tanto forte da essere persino irritante. Vivono in effetti in una città che riesce a proiettare nel mondo un'immagine di sé fortissima, che arriva sempre prima di tutti nei gusti e nel costume. La posizione centrale della città, e degli Stati Uniti in genere, è stata rafforzata dal crollo dell'Urss nel 1991. Sono molto curioso ora di vedere in che modo il neopresidente Bush interpreterà il ruolo degli Usa come prima potenza del mondo, visto che in campagna elettorale ha dato segni di volersi ritirare all'interno dei propri confini."
Il suo libro non è solo un itinerario lungo tante storie impresse nella memoria della città, ma anche una carrellata di libri, opere, film che l'hanno restituita al nostro immaginario. Quanto c'è voluto per raccogliere tutto il materiale?
"Ho lavorato a questo libro per più di due anni e mezzo, ho raccolto dati, verificato ogni singola informazione per due volte. Ma ho anche attinto moltissimo dalla mia esperienza, dai quattro anni trascorsi a New York come inviato di Repubblica."
Dopo I segreti di Parigi e quelli di New York, quale altra città vorrebbe rivelare ai lettori?
"Mi piacerebbe moltissimo parlare di Roma, che si è molto esposta nell'anno del Giubileo, ma è stata malissimo raccontata. Una città che racchiude ancora segreti magnifici."
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