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Nel suo nuovo romanzo, Il cerchio degli amori sospesi, Alessandra Appiano ci racconta la storia di Chiara, un'attrice bellissima e spregiudicata, che ha avuto tutto dalla vita. Tranne l'amore di sua figlia Sofia. Quella che ha più amato, il frutto della sua passione più sofferta. Sofia non sembra sapere che cosa sia l'amore e si vendica della madre con un libro che scala le classifiche e diventa subito un bestseller. Ma i sentimenti non hanno una sola faccia, lo sanno bene Benedetta e Emma, le sorelle di Sofia. Ora Chiara non può più recitare: è venuto il momento di fare i conti con i segreti e le bugie della sua vita. Soltanto attraverso gli sguardi incrociati di Chiara, Sofia, Benedetta ed Emma riusciremo a capire quanto sono complessi e ricchi i rapporti familiari. E soltanto attraverso il confronto tra le loro storie, così magicamente intrecciate, l'amore sospeso che c'è tra loro potrà finalmente trovare pace. Abbiamo intervistato l'autrice.
D. Partiamo dal titolo Il cerchio degli amori sospesi. Che cosa significa?
R. L'esperienza del fraintendimento affettivo è un'esperienza universale. Chi non ha vissuto un amore che si è spezzato per incomprensione e orgoglio, perché le aspettative erano sbilanciate (chi ci credeva troppo e chi troppo poco), perché è arrivato nel momento sbagliato? Tante cose rimangono in sospeso nella vita, tante sono le cose che ci illudono e deludono, ma non c'è nulla di più doloroso di un amore partito con le migliori intenzioni e deviato malamente.
D. Perché l'immagine del cerchio?
R. Il cerchio degli amori sospesi è anche una riflessione sulla circolarità della vita, sul senso che ogni esperienza, anche quella più travagliata, porta con sé. Del resto, trovo più coraggioso (e interessante) indagare sull'energia giusta dell'amore che lamentarsi a oltranza, smarriti nel deserto dei rapporti irrisolti. A un certo punto della vita adulta, se non si entra in una dimensione che prevede anche qualcosa di magico, di irrazionale, si entra in una spirale di cinismo terribilmente noiosa.
D. Chiara, la protagonista de Il cerchio degli amori sospesi, è stata una donna bellissima, viziata e poco incline agli scrupoli. Ha fatto una marea di scelte discutibili però nell'amore verso le tre figlie non ha mai barato.
R. Sì, eppure proprio da Sofia, la secondogenita, la più ribelle e talentuosa, riceve il colpo di grazia mortale. Sofia scrive un romanzo che si chiama ”Diario straordinario“ e che in poche settimane diventa un bestseller. In un racconto sarcastico e durissimo, Sofia metta alla berlina Chiara, i suoi vezzi di ex attrice senza parti, le sue patetiche mosse da arrampicatrice sociale, il suo matrimonio di interesse con un uomo privo di meriti (patrimonio e status sociale a parte). E senza omettere dati, fatti, nomi. Il massimo della vendetta, insomma. Ma a un certo punto scopriremo anche il perché di tutta questa rabbia distruttiva. Il cerchio degli amori sospesi è in un certo modo un thriller dei sentimenti.
D. Perché i sentimenti sono rappresentati in modo così ambiguo?
R. La molteplicità dei punti di vista è un modo per esplorare la complessità dei rapporti famigliari, la ricchezza nascosta sotto una spessa coltre di incomprensioni. E per raccontare quattro donne diversissime, ma calate nella contemporaneità. Il tempo che preferisco esplorare, senza mai tralasciare un tocco di ironia e di satira del costume.
D. Vogliamo raccontarle brevemente?
R. Benedetta, la primogenita, è la più dolce e concreta. Per salvare l'ultimo brandello di patrimonio familiare trasforma la villa di famiglia (che si trova a Torino) in bed&breakfast. Si fa in quattro per conciliare tutto: famiglia, lavoro di insegnante e di vivandiera improvvisata. Emma, l'ultimogenita, il folletto di casa, è la più viziata e la più libera, quella che ha attraversato gli ambienti più disparati, dall'alta borghesia torinese al mondo fricchettone dei cinematografari e della tv. Sofia è quella con la storia personale più complicata, una storia che prevede una grande dissonanza tra realizzazione professionale e fallimento sentimentale. Infine c'è Chiara, forse il personaggio che amo di più. Una svaporata inconcludente, una catastrofica amministratrice di patrimoni e affetti, eppure capace di credere nell'amore come nessuna altra donna al mondo.
D. Sbaglio o Il cerchio degli amori sospesi è molto sentito?
R. Non sbaglia. Credo che questo sia il mio romanzo più commovente, anche se è quello che regala più sollievo. Perché il cerchio rimanda a qualcosa che si compie con giustizia, con naturalezza. Perché la mia ”fallimentare“ protagonista se ne va scrivendo un racconto poetico della sua vita, sapendo illuminare il senso di ogni ricordo. Perché è un romanzo che non mente sui dolori della vita, ma che molto spesso fa sorridere. Perché ne Il cerchio degli amori sospesi ho provato a prendere per mano il lettore: un modo per sentirci meno soli.
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