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L’altro volto del crimine  Incontro con Ferdinand von Schirach


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bebris.jpg Nell’Inghilterra di Jane Austen
Intervista a Carrie Bebris
autrice di Orgoglio e preveggenza
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(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

È come continuare a leggere il libro che si aveva in mano la sera prima, quando lo si è richiuso sul comodino prima di prendere sonno. Questa è la piacevole sorpresa che si ha affrontando il romanzo di Carrie Bebris, Orgoglio e preveggenza. Infatti l'autrice, profonda conoscitrice e studiosa dell'opera di Jane Austen, ha voluto renderle omaggio continuando l'appassionante saga di Orgoglio e pregiudizio. Mantenendosi fedele alla narrazione della Austen, con grande capacità e brillante scrittura Carrie Bebris ci riporta nella tipica Inghilterra che molte generazioni hanno amato e che continua ad affascinare anche i giovani lettori. Grazie a lei, ora possiamo continuare a gustare i vissuti di questa straordinaria coppia letteraria che non mancherà di sorprenderci grazie ad una particolare vena di mystery introdotta nella narrazione. Abbiamo avuto il piacere di rivolgere all'autrice alcune domande.


D. Quando è nato il suo particolare legame con la figura e la scrittura di Jane Austen?

R. Ho incontrato Jane Austen per la prima volta quando avevo quindici anni e a scuola lessi un brano di Ragione e sentimento. Andai in biblioteca alla ricerca di un altro suo libro e trovai Orgoglio e pregiudizio: fui affascinata da Elizabeth e Mr Darcy. La loro storia sentimentale attrasse l'adolescente idealista che era in me e la vivacità d'ingegno di Jane Austen ispirò la scrittrice che sarei diventata. Un mio insegnante notò che stavo leggendo Orgoglio e pregiudizio e mi disse: «Leggilo ancora quando avrai trent'anni: troverai un romanzo completamente diverso». Da allora ho letto quel libro (e gli altri di Jane Austen) molte volte: il mio insegnante aveva ragione. Naturalmente, ad essere cambiata ero io, non il romanzo. Così Jane Austen mi parla in modo diverso a ogni rilettura.

D. Ci sembra di vederla con Jane Austen mentre sorseggiate un tè e vi scambiate le impressioni su come elaborare le storie dei personaggi. Quali sono stati i piaceri e le difficoltà nel costruire il futuro dei coniugi Darcy, rispettando il romanzo originale?

R. Elizabeth e Mr Darcy restano i miei personaggi letterari preferiti e questa è la ragione per cui ho scelto di scrivere una serie con loro come co-protagonisti. Poter stare con loro ogni giorno, immersa nel linguaggio e nel mondo di Jane Austen, è un vero piacere. Ma ricostruire quel mondo è indubbiamente una sfida. La mia scrittura spesso si arresta bruscamente perché devo scovare dettagli della vita quotidiana. Per esempio, in una scena di Orgoglio e preveggenza volevo che il professor Randolph nascondesse qualcosa in una tasca dei pantaloni, e d'un tratto mi sono resa conto che non sapevo se nel 1813 i pantaloni degli uomini avessero le tasche. Ho impiegato giorni a risolvere il problema. Altre volte so quello che voglio far dire a un personaggio, ma devo sforzarmi di tradurlo nel linguaggio di allora. Però è tutto un lavoro d'amore. Un'altra difficoltà sta nel fatto che non sono l'unica ad adorare Elizabeth, Mr Darcy e altri personaggi di Jane Austen: lei ha molti ammiratori devoti e i suoi personaggi appartengono tanto ai suoi lettori quanto a lei. Nel continuare la storia dei coniugi Darcy, quindi, per me è importante mantenere l'integrità dei personaggi originali, e rispettare le opere di Jane Austen mentre scrivo le mie storie.

D. Come nei libri della Austen anche nel suo troviamo non solo una storia coinvolgente e affascinante ma anche l'impegno di trasmettere al lettore valori, principi, impegno sociale e altruismo. Qual è stata la strategia sulla quale si è maggiormente impegnata per attualizzare, dare modernità alle azioni e ai comportamenti dei personaggi del romanzo?

R. Jane Austen era un'osservatrice sagace della natura umana. I suoi personaggi sono, nello stesso tempo, unici e universali. Quando li si incontra sulla pagina, ricordano persone reali che si sono conosciute nella vita; viceversa, a volte incontro persone che mi ricordano uno dei personaggi di Jane Austen. Questo dimostra che la natura umana non è cambiata. La gente di due secoli fa non era poi tanto diversa da quella di oggi. Allora come oggi, era spinta ad agire da amore, avidità, compassione, vendetta, paura, per quanto le regole sociali e le aspettative che influenzavano le sue azioni possano essere mutate nel tempo. Così, da un lato devo colmare lo scarto temporale fra i miei lettori e i miei personaggi, dall'altro deve subito costruire il mondo della storia - stabilendo il dove e il quando - e mostrare le regole che lo governano. Il lettore quindi diventa parte di quel mondo per tutta la durata del racconto e comprende che cosa è in gioco quando le regole vengono violate, anche se quelle regole sono diverse dalla sua esperienza quotidiana.

D. Che cosa l'ha colpita di Jane Austen? Quali riflessioni le donne di oggi possono fare alla luce della sua esperienza?

R. Come scrittrice ne ammiro il genio, lo spirito, la voce narrante, la capacità di dare vita a personaggi con poche frasi e immagini. Creare romanzi così perfetti è una conquista in qualunque epoca; ma farlo seduti a un tavolino del salotto di casa, venendo costantemente interrotti, e prima che i computer rendessero più semplici le revisioni, è straordinario. Come donna, ammiro il valore che Jane Austen ha riconosciuto al rimanere fedele a se stessi. In un periodo in cui per la maggior parte delle donne il matrimonio era l'unico mezzo per raggiungere la sicurezza economica, lei rifiutò una proposta che non l'avrebbe resa felice. Sapeva di non potersi occupare sia di bambini sia della sua arte. I suoi libri erano i suoi figli: così li definisce nelle sue lettere. E ancora oggi molte donne si sforzano di trovare un equilibrio fra il lavoro e la famiglia. Jane Austen, vivendo in un mondo che offriva alle donne minori possibilità di scelta, affrontò alcune di queste problematiche, e le esplorò nelle sue opere attraverso le conseguenze delle scelte fatte dai personaggi femminili. È un tema importante per i lettori di oggi come per quelli di allora.

D. Per finire, quali sorprese pensa di regalarci ancora attorno ai personaggi della saga della scrittrice inglese?

R. I lettori vedranno che il rapporto fra i coniugi Darcy si svilupperà e diventerà più forte a mano a mano che si confronteranno con le sfide imposte non solo dalla soluzione di vari misteri ma anche dal matrimonio e dall'essere genitori. Vedranno Kitty Bennet innamorarsi, Lady Catherine de Bourgh creare più noie, ed Elizabeth scoprire alcune verità sorprendenti sulla famiglia del marito. Poi i Darcy incontreranno personaggi che provengono da altri romanzi di Jane Austen. Il secondo romanzo della mia serie (Suspense and Sensibility) li lega alla famiglia Dashwood di Ragione e sentimento, e il terzo (North by Northanger) li presenta ai Tilney de L'abbazia di Northanger. I lettori che hanno già familiarità con questi personaggi apprenderanno come sono continuate le loro vite dopo che Jane Austen ha lasciato le loro storie, mentre i lettori che non conoscono i romanzi originali si divertiranno a incontrarli proprio con i Darcy.


Intervista a cura di Iaia Barzani

12 febbraio 2007