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Alexander Hawke è un miliardario inglese, ex comandante della Royal Navy, un uomo duro e determinato con gli avversari che la sua carriera di ”agente fuori quadro“ per il dipartimento di Stato americano gli impone di affrontare. Addestrato dai micidiali SBS, gli incursori della marina inglese, Hawke ha ben vivo nelle vene il sangue dei suoi antenati; dalla famiglia gli viene però anche una terribile eredità: il ricordo in parte rimosso del traumatico omicidio dei genitori durante le ricerche del favoloso tesoro del celebre pirata Blackhawke, suo antenato e terrore dei mari. Il destino lo porta nei Caraibi al centro di una missione antiterrorismo legata a doppio filo con il suo passato, con la morte dei suoi genitori e persino con una faida vecchia di secoli che lo metterà sulle tracce del tesoro del suo antenato. Ted Bell è vice amministratore delegato e direttore creativo di una delle principali agenzie di pubblicità del mondo. Falchi sul mare è il suo primo romanzo. Ne abbiamo parlato con lui.
D. La critica ha apprezzato molto il suo debutto letterario. Molti la paragonano a Clive Cussler. Le fa piacere questo confronto?
R. Certamente mi piacerebbe emulare il successo di Cussler. In fondo, le avventure di Alexander Hawke hanno molto in comune con quelle di Dirk Pitt. Tuttavia penso che il mio stile di scrittura sia differente dal suo. Sono stato influenzato più da Ian Fleming e da Elmore Leonard che da Clive Cussler, anche se apprezzo molto il suo stile di scrittura serrato e pieno di colpi di scena.
D. Quali sono i suoi modelli nel campo della fiction?
R. Oltre ai già citati Fleming e Leonard, i miei punti di riferimento in campo letterario sono stati Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway e Robert Louis Stevenson. Ma il mio romanzo d'azione preferito rimane Captain Blood di Rafael Sabatini.
D. Falchi sul mare è pieno di colpi di scena e si articola su più piani narrativi portati avanti contemporaneamente con grande abilità. Quanto ha influito la sua esperienza professionale in campo pubblicitario nella costruzione della storia?
R. Sicuramente il mio lavoro mi ha offerto gli strumenti ideali per costruire una storia complicata e affascinante allo stesso tempo. Inoltre scrivere spot pubblicitari per la televisione insegna a creare situazioni con repentini cambi di ritmo e a raccontare storie in modo sintetico ma efficace. Si impara anche a scoprire il valore dello humour nei dialoghi e nelle diverse circostanze.
D. È stato difficile confrontarsi con la scrittura di una storia complessa come questa?
R. Beh, certo non è stato facile. Ma lavorare su questa storia è stato, alla fine, fonte di gran divertimento. L'importante, nel mio lavoro, è non perdere di vista l'obiettivo principale: quello di raccontare una storia che sia emozionante per il lettore, rimanendo però assolutamente credibile in ogni singolo dettaglio.
D. Il libro inizia con una scena drammatica su una barca, in mare aperto. E il mare è l'elemento primario in cui si muove il protagonista. Com'è nata la sua passione per il mare e come fa a conoscere così bene questo elemento?
R. Io sono nato su un'isola, per questo motivo sento il mare come parte della mia vita. Anzi, addirittura non mi sento mai a mio agio lontano dall'acqua. La storia del mare è piena di leggenda e di avventura. Tutto questo è in grado di catturare la fantasia di un giovane. Per quanto mi riguarda a me piacerebbe trascorrere gran parte della giornata su una barca.
D. Il romanzo sarà un episodio isolato o sta già preparando un seguito alle avventure di Alexander Hawke?
R. No, non sarà un episodio isolato. L'edizione in lingua inglese della seconda avventura di Alex Hawke, intitolata Assassin, è uscita in questi giorni. Intanto sto già lavorando al terzo volume, e proprio per questo motivo ho trascorso l'intero mese di giugno in Sicilia, a Capri e nelle isole Eolie alla ricerca di un luogo italiano dove ambientare le avventure di Hawke.
Intervista a cura di Valentina Trevisi
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