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bass-jefferson.jpg Sulle tracce dei veri assassini
Intervista a Bill Bass e Jon Jefferson
autori di La vera fabbrica dei corpi
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)
[La foto è © di Ed Richardson]

La vera fabbrica dei corpi racconta di un istituto unico al mondo: si trova nel Tennessee e studia che cosa avviene al corpo umano quando è sopraggiunta la morte. Il suo fondatore, l'antropologo forense Bill Bass (a sinistra nella foto), capì anni fa che l'unico modo per comprendere come un corpo reagisce alle diverse condizioni in cui può trovarsi (al caldo o al freddo, in una casa o in bosco, nella carcassa di un'auto o nell'acqua) è quello di ricreare tali condizioni e poi osservare che cosa gli succede. Un lavoro non per tutti, naturalmente. Ma, grazie ai suoi risultati, il brillante dottor Bass ha fornito a varie forze di polizia ed enti governativi i dati fondamentali per risolvere casi di omicidio che si presentavano come misteri senza via d'uscita. Come è possibile incastrare un assassino partendo da una mosca, capire che un'agenzia di assicurazioni è stata truffata da un falso suicida e indagare sulle tracce di un serial killer: ecco alcuni dei casi che ci racconta il dottor Bass in questo libro scritto insieme al giornalista scientifico Jon Jefferson. Il testo è introdotto da una prefazione di Patricia Cornwell, che ha avuto un legame molto interessante con questo istituto del Tennessee. Ne abbiamo parlato con gli autori.


D. Dottor Bass, perché ha deciso di scrivere la storia della sua carriera?

R. Erano anni che i miei studenti mi chiedevano quando avrei scritto un libro sul mio lavoro e sui miei casi. Ma, poiché non sono un bravo scrittore, avevo bisogno di aiuto: ho preso in considerazione diversi autori, però nessuno di loro mi sembrava adatto. Finché, leggendo su una rivista un articolo scritto da Jon Jefferson su di me, capii che lui era perfetto.

D. A guidare i suoi studi è stato più l'amore per la scienza o la ricerca della giustizia?

R. Entrambe le cose. Ho iniziato le mie ricerche per scoprire cose che non conoscevo sulla decomposizione umana, ma avevo bisogno di queste conoscenze per fornire alla polizia risposte corrette e scientifiche a domande come: quando è stata uccisa questa persona? Amo risolvere gli enigmi scientifici e forensi, ma mi piace anche sapere che posso contribuire a catturare e far dichiarare colpevole un assassino.

D. Perché è così importante stabilire il momento della morte?

R. Perché permette alla polizia di escludere potenziali sospetti oppure di focalizzare l'attenzione su di loro. Se un sospetto ha un alibi di ferro per il momento in cui è morta una persona, non può avere commesso l'omicidio. Nel libro racconto di un bel caso in cui il momento della morte è stato un elemento cruciale per risolvere un triplo assassinio.

D. Come si sente quando viene risolto un caso di omicidio?

R. Ogni volta che le mie competenze scientifiche aiutano a sconfiggere un pericoloso assassino, mi sento fortunato e pieno di gratitudine. Per esempio, nel triplo assassinio che ho appena citato, la prova forense è stata l'unico elemento che abbia impedito a un vero e proprio killer a sangue freddo di farla franca.

D. Secondo lei, che ha offerto a Patricia Cornwell un'interessante consulenza per il suo best seller La fabbrica dei corpi, perché l'arte cerca ispirazione nella morte?

R. La gente ha paura della morte, ma ne è anche affascinata. Che cosa ci succede quando moriamo? Che cosa c'è sull'altra riva dello Stige? Le persone amano ascoltare storie su tutto questo. Aggiungiamo uno o due omicidi inquietanti - come fanno Patricia Cornwell e altri scrittori di thriller o di mistery - e si avrà non solo la vita e la morte, ma anche il bene contro il male: una combinazione irresistibile.

D. E lei, Jon? Come si è avvicinato all'istituto di Bill Bass?

R. Ne sentii parlare per la prima volta da mia moglie, che molti anni fa è stata una studentessa del dottor Bass. Stavo realizzando alcuni documentari per la televisione e mi resi conto che la Fabbrica dei Corpi sarebbe stato un argomento affascinante. Ne trassi due documentari di un'ora per National Geographic e un articolo per una rivista, e poi il dottor Bass e io abbiamo deciso di lavorare a questo libro. Ci piace così tanto lavorare insieme che ora stiamo scrivendo un romanzo basato su un personaggio molto simile a lui.

D. È stato difficile dare una forma divulgativa a un argomento così delicato?

R. Sì, soltanto un vero genio poteva farlo. No, parlando seriamente, è stato affascinante e per nulla difficile. Il dottor Bass ha il grande dono di saper insegnare e una tale abilità nel rendere così coinvolgenti argomenti come la morte e la decomposizione, che i suoi ascoltatori (compreso il suo coautore) si dimenticano di essere impressionati.

D. A quale lettore è rivolto questo libro?

R. Chiunque ami i delitti misteriosi o il true crime lo troverà molto interessante, perché è costruito intorno a veri casi di omicidio (quindici in tutto) di cui alcuni sono molto drammatici. Inoltre, sembra che piaccia ai lettori di Patricia Cornwell, perché racconta la storia delle ricerche che il dottor Bass ha fatto per il suo romanzo La fabbrica dei corpi.

D. È cambiato il suo approccio nei confronti della morte dopo aver seguito gli studi di Bill Bass?

R. Di certo mi è molto più familiare! Ormai ho visto dozzine di corpi in decomposizione e migliaia di ossa, compresi teschi con fori da arma da fuoco e ferite di randelli; costole con segni di coltelli e scheletri inceneriti. Credo di avere anche un atteggiamento più filosofico al riguardo. Comunque ho fatto in modo che il mio corpo vada alla Fabbrica dei Corpi quando sarò morto, in modo da poter anche allora essere utile al loro lavoro.


Intervista a cura di Elena Cristiano