(Testo di Marco Marangon in esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata)
È così raro imbattersi in un fantasy originale che l'evento merita senz'altro di essere celebrato con la giusta dose di entusiasmo. La mano sinistra di Dio è un romanzo davvero sorprendente, che colpisce per la varietà di temi affrontati e per le multiformi atmosfere che Paul Hoffman ha saputo evocare. La storia è ambientata in un mondo di fantasia, dove imperversa da secoli una guerra di religione tra Redentori e Antagonisti. La vicenda ha inizio nel Santuario dei Redentori, un luogo da incubo in cui sono stipati in condizioni proibitive migliaia di giovani. Hoffman descrive un microcosmo claustrofobico dominato dalla violenza e dal senso del peccato. L'autore non lesina particolari sulle torture fisiche e mentali patite dai ragazzini, che vengono trasformati in vere e proprie macchine da guerra. In questo carcere sui generis - a metà strada tra un lager nazista e un campo di addestramento per soldati-bambino - ha luogo l'apprendistato di Cale. Il protagonista è un quattordicenne che non ha mai conosciuto la spensieratezza della gioventù. Malgrado sia spietato e in grado di uccidere a sangue freddo, il lettore finisce subito per apprezzarne le qualità, che risaltano maggiormente in quel contesto di morte e desolazione. La mano sinistra di Dio è la storia di Cale, della sua fuga dal Santuario e del suo graduale venire a patti con un mondo molto diverso da quello in cui è cresciuto (ma non per questo privo di insidie). La fantasia generosa di Hoffman rende possibile un'alternanza continua di scenari: duelli, battaglie, inseguimenti, intrighi di corte e burrascose vicende sentimentali. Nel mondo di Cale, fortunatamente per il lettore, non c'è tempo di annoiarsi, né si può abbassare la guardia un attimo perché il pericolo può provenire da ogni direzione. Hoffman narra le prodezze (e le bassezze) di sicari, soldati mercenari, fanatici religiosi, uomini politici, tutti impegnatissimi a inseguire uno scopo (quasi sempre illecito). In questa variopinta galleria di personaggi, merita una menzione particolare IdrisPukke, un soldato di dubbia moralità ma dalla simpatia contagiosa, un ”furfante“ che pare uscito dalle pagine di un romanzo picaresco. La scrittura fresca e l'immaginazione vivida di Hoffman fanno della Mano sinistra di Dio uno dei libri più interessanti degli ultimi anni nel campo della letteratura fantastica. Aspettiamo dunque con gioiosa trepidazione il secondo episodio di questa saga, nella speranza che Hoffman possa nuovamente stupirci.
2 febbraio 2010
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